venerdì 15 febbraio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
Ricordi sempre vivi nel mio cuore
E' incredibile come ancora
ricordo i due finanzieri che vidi, per la prima volta a Seravezza
quando da Pietrasanta, dove aveva la sede la loro brigata,
raggiunsero il molino del Bonci ubicato vicino alla mia casa del
Ponticello che era stata di proprietà dei miei nonni materni.
Eravamo alla fine degli anni 30 o all'inizio del decennio successivo.
Giunsero in bicicletta armati di pistola Glisenti. Io stavo giocando
con altri ragazzi sul mucchio di rena messa, col consenso del
proprietario, all'interno dell'area dell'opificio e che gli operai
della vicina segheria del Salvatori utilizzavano a cariolate per
segare i blocchi di marmo. Sul quel mucchio di rena era solito
giocarci anche Giuseppe Salvatori, detto Beppino che con il nome d'
arte Renato divenne ,nel dopoguerra, un famoso attore
cinimatografico. Egli possedeva una teleferica in miniatura che
piazzava sulla cima del mucchio di rena facendo andare in su e giù i
due mini carrelli. Con lui ci giocava anche il suo coetaneo Agostino
Pucci che abitata su una delle case costruite sulle prime rampe del
monte Canala. Nonostante i continui richiami dell'anziano Bonci tutti
noi si ritornava spesso sul mucchio di rena sul quale spiccavamo
continui salti. Il proprietario del Molino, che era un bravo uomo,
riuscì comunque sempre a sopportarci.
La prima volta che sentii
parlare dei finanzieri, senza riuscire a vederli, fu quel giorno
che mio padre mi portò a vendemmiare l'uva nella vigna che il suo
babbo coltivava a mezzadria nella zona più alta del Monte di Ripa.
Stavo salendo il difficile sentiero, insieme a lui che
continuamente mi aiutava a farmi superare i tratti più difficili,
per poi scendere nella vigna coltivata da mio nonno,quando udii il
passo ferrato di animali quadrupedi che percorrevano la mulattiera
per arrivare a Cerreta S. Nicola, come disse il mio babbo, il
quale ovviamente ignorava i servizi che i militari dovevano esplicare
lassù.
La seconda volta che udii ancora
parlare di un finanziere avvenne nel mese di luglio 1941, quando
nel mio rione si diffuse la notizia, data da uno strillone che
vendeva i giornali lungo le strade, riguardante l'eroica fine che
fece l'appuntato dell' allora Regia Guardia di Finanza Francesco
Meattini, nato a Cortona (Arezzo) il 17 settembre 1901, il quale, quando era in forza
al distaccamento di Berane, località del Montenegro dove era nata la
nostra regina Margherita, il suo reparto fu attaccato e incendiato da
preponderanti bande di ribelli. Durante la cruenta battaglia
che avvenne il 17- 18 luglio 1941, il Meattini, che era il capo squadra fucilieri, nonostante fosse
stato più volte ferito, rifiutò ogni aiuto continuando a spronare i
suoi commilitoni a combattere. Finite le cartucce e con i suoi
colleghi quasi tutti morti, si raccolse un attimo per baciare la
fotografia dei suoi cari, dopodiché con calma e freddezza si mise in
tasca alcune bombe a mano e toltane la sicura saltò sui ribelli
seminando distruzioni e morte. Per questo suo eroico sacrificio, che
commosse tutte le persone del Ponticello che dalle loro finestre
commentarono, fra loro, la morte da questo valoroso
militare che fu insignito della medaglia d'oro al valor
militare alla memoria.
Il terzo finanziere che vidi da ragazzo, fu quando, dopo lo
scoppio della seconda guerra mondiale, una mattina entrò nell'aula della classe dell'Avviamento
Professionale al lavoro di Seravezza che frequentavo, il padre di un ragazzo, che aveva avuto qualche giorno di licenza, da tracorrere a Basati dove era residente,per salutare il proprio figlio che era mio vicino di banco.
Ricordo che era in divisa con il grado di brigadiere. Tutti giorni,
anche col cattivo tempo, suo figlio scendeva a Seravezza e
ritornava a casa al termine delle lezioni. La distanza fra Seravezza e
Basati non era breve, ancora non esisteva una strada asfaltata e,
quindi, per lui ebbi subito una grande ammirazione, per la fatica
affrontata, sin da quando frequentò, insieme a me, anche col brutto
tempo, la quinta classe elementare di Seravezza.
A 18 anni compiuti
presentai domanda di arruolamento nel Corpo della Guardia di
Finanza. Il 15 luglio dell'anno 1949 mi chiamarono alla visita
medica, fui dichiarato idoneo e, superati gli esami di
cultura, fui avviato a Roma dove, dopo aver superato altri esami,
frequentai per sei mesi il corso Allievi Finanzieri.
Il 15 gennaio 1950 fui promosso finanziere. Ricordo ancora le pagine fulgide di storia lette nell'aula, scritte col sangue dai finanzieri, che traggono origine dalla creazione della Legione Truppe Leggere, avvenuta nel Regno di Sardegna il 1° ottobre 1774 ad opera di Vittorio Amedeo III di Savoia. La lettura di quelle pagine mi fece sentire forte l'orgoglio di essermi arruolato in un mitico e glorioso Corpo militare dello Stato.
Il 15 gennaio 1950 fui promosso finanziere. Ricordo ancora le pagine fulgide di storia lette nell'aula, scritte col sangue dai finanzieri, che traggono origine dalla creazione della Legione Truppe Leggere, avvenuta nel Regno di Sardegna il 1° ottobre 1774 ad opera di Vittorio Amedeo III di Savoia. La lettura di quelle pagine mi fece sentire forte l'orgoglio di essermi arruolato in un mitico e glorioso Corpo militare dello Stato.
giovedì 6 dicembre 2012
Estrazione a sorte dei deputati e senatori
Sul numero di ottobre 2004, di Versilia Oggi, ultimo anno in cui il periodico fu diretto dal suo fondatore, il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli, fu pubblicato il mio articolo intitolato “Visita al politologo della Versilia. Elezioni per estrazione a sorte”. Lo avevo scritto dopo aver letto alcuni suoi interventi e avergli fatto una visita nel suo “eremo” alla Colombaia dove viveva.
Esaminammo le varie problematiche della nostra terra e Giorgio mi parlò anche di una sua particolare idea: per avere un vera democrazia è necessario estrarre a sorte deputati e senatori. Era convinto della validità del suo pensiero espresso dopo che per trent’ anni aveva lavorato come giornalista parlamentare e, proprio per questo , poteva ben dire di conoscere il lavoro dei nostri rappresentati sia in Senato che alla Camera dei deputati. Secondo Giannelli anche la titolare dell’esercizio di alimentari, frutta e verdura, vicino alla sua casa che lui chiamava “Raisa”, avrebbe potuto essere una brava parlamentare conoscendo i costi dei beni primari necessari alla vita dell’uomo e sapendo far bene i conti della spesa sostenuta giornalmente dalla sua clientela. Giorgio si diceva convinto che in Italia di democrazia “non c’è alcun odore.“ E con l’estrazio0ne a sorte dei deputati e senatori si poteva arrivare ad uno stato veramente democratico “ Basta coi partiti, basta alla loro incredibile proliferazione, come era avvenuto nel passato quando in occasioni di importanti elezioni elettorali , furono presentati oltre quaranta simboli.
Capii da quanto mi aveva detto Giorgio che tante cose brutte, troppe direi, nella nostra politica non andavano bene, e che era necessario provare ad invertire la rotta coinvolgendo persone animate dalla passione, dallo spirito di sacrificio e da apostolato. Giorgio Giannelli, oltre che giornalista e scrittore dimostrò, coi suoi giudizi, di essere anche un politologo all’altezza della situazione. Quando furono eletti consiglieri comunali di Seravezza sia lui che Manlio Cancogni, questi presidente dell’Unione Versiliese, rinunciarono a percepire il gettone di presenza destinato agli eletti al Consiglio comunale.
Ho definito Giorgio un “politologo all’altezza della situazione” perché a distanza di otto anni trascorsi da quel nostro incontro, la proposta di estrarre a sorte i parlamentari è stata oggetto di uno studio da parte di cinque docenti dell’Università di Catania, due economisti (Maurizio Caserta e Salvatore Spagano), due fisici (Andrea Rapisarda e Alessandro Pluchino) e un sociologo (Cesare Garofalo), Questo studio propone un’alternativa al sistema parlamentare: sorteggiare una quota di rappresentanti tra i cittadini stessi. Non una democrazia a caso quindi. Bensì un sistema che prevede il controllo all’interno e la rappresentanza di tutte le sensibilità dell’elettorato“. Questa proposta è presentata in un libro fresco di stampa, come ho letto in un articolo pubblicato alcuni giorni fa sul Fatto Quotidiano.
La teoria dei suddetti studiosi, appare semplice: ”Affidare l’istituzione parlamentare del nostro Paese a chi non sta dentro la grande macchina della politica e creare una democrazia contaminata da una estrazione a sorte dei suoi protagonisti”.. ecco cosa si legge ancora nell’articolo in questione.
Se si dovesse arrivare all’estrazione a sorte non ci sarebbe più la necessità di finanziare i nostri partiti, ai quali gli italiani potranno sempre associarsi liberamente per concorrere al miglioramento delle condizioni di vita della collettività nazionale.
martedì 27 novembre 2012
IL COMUNE UNICO DELLA VERSILIA
Con gioia rilevo che, grazie al sindaco di Seravezza Ettore Neri, si ritorni a parlare della necessità di arrivare a costituire il comune unico della Versilia che possa affrontare e risolvere, globalmente, tutte le problematiche che interessano gli abitanti della nostra laboriosa terra.
Nell’ultima Cronaca libera ne ha parlato anche Roberto Ippolito un uomo che non conosco ma che da sempre stimo per i suoi approfonditi articoli pubblicati su Versilia Oggi, con cui , mi vanto di collaborare dal 1982, ai tempi in cui era diretto dal suo fondatore Giorgio Giannelli.
Ecco quali sono a mio parere i problemi che richiedono un impegno comune, per assicurare tranquillità e benessere alla nostra gente:
1 - difesa delle opere protettive dalle eventuali piene lungo
Il fiume Versilia;
2 - costruzione di scogliere flangiflutti lungo la costa versiliese,
minacciata seriamente dall’ erosione;
3 - sfruttamento comune, non a fini di lucro, delle acque quale bene
primario per la vita dell’uomo;
4 - ritiro e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali, in ordine ai
quali bisognerà avere un impianto comune
5 - disciplinare al meglio la viabilità su tutta la Versilia, per far si che
avvenga nel massimo ordine possibile e non in modo caotico come
ho visto in alcuni centri urbani.
6 - creare apposite aree delimitate per le attività artigianali ed industriali
che danno lavoro e benessere alla mano d’opera;
7 - costruzione di un forno crematorio per la cremazione dei corpi dei
defunti versiliesi;
8 - traforo del monte Costa e del monte di Ripa per evitare il transito di
autocarri pesanti nel centro di Seravezza, che rendono insopportabile
la vita di coloro che abitano lungo le vie percorse da detti automezzi.
Credo che la costituzione del Comune unico riduca i costi di gestione di questa nuova struttura pubblica che dovrebbe avere un proprio collegio elettorale per candidare i propri cittadini alle elezioni per ricoprire cariche elettive nei vari organi dello Stato. Concludo col ringraziare il signor Sindaco di Seravezza Ettore Neri, il signor Roberto Ippolito e tutti coloro che faranno il possibile per realizzare questo importante progetto che chi scrive sostenne quando Giorgio Giannelli lo incluse tra gli obbiettivi più importanti dell’Unione Versiliese, movimento apartitico da lui fondato, che fu propugnato anche da Pietro Marchi nel secondo decennio del 1900 (cento anni fa) quando, per la prima volta, fu sindaco di Seravezza dal 1911 al 1919. La seconda volta fu sindaco di Seravezza dal 1944 al 1946.
Nell’ultima Cronaca libera ne ha parlato anche Roberto Ippolito un uomo che non conosco ma che da sempre stimo per i suoi approfonditi articoli pubblicati su Versilia Oggi, con cui , mi vanto di collaborare dal 1982, ai tempi in cui era diretto dal suo fondatore Giorgio Giannelli.
Ecco quali sono a mio parere i problemi che richiedono un impegno comune, per assicurare tranquillità e benessere alla nostra gente:
1 - difesa delle opere protettive dalle eventuali piene lungo
Il fiume Versilia;
2 - costruzione di scogliere flangiflutti lungo la costa versiliese,
minacciata seriamente dall’ erosione;
3 - sfruttamento comune, non a fini di lucro, delle acque quale bene
primario per la vita dell’uomo;
4 - ritiro e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali, in ordine ai
quali bisognerà avere un impianto comune
5 - disciplinare al meglio la viabilità su tutta la Versilia, per far si che
avvenga nel massimo ordine possibile e non in modo caotico come
ho visto in alcuni centri urbani.
6 - creare apposite aree delimitate per le attività artigianali ed industriali
che danno lavoro e benessere alla mano d’opera;
7 - costruzione di un forno crematorio per la cremazione dei corpi dei
defunti versiliesi;
8 - traforo del monte Costa e del monte di Ripa per evitare il transito di
autocarri pesanti nel centro di Seravezza, che rendono insopportabile
la vita di coloro che abitano lungo le vie percorse da detti automezzi.
Credo che la costituzione del Comune unico riduca i costi di gestione di questa nuova struttura pubblica che dovrebbe avere un proprio collegio elettorale per candidare i propri cittadini alle elezioni per ricoprire cariche elettive nei vari organi dello Stato. Concludo col ringraziare il signor Sindaco di Seravezza Ettore Neri, il signor Roberto Ippolito e tutti coloro che faranno il possibile per realizzare questo importante progetto che chi scrive sostenne quando Giorgio Giannelli lo incluse tra gli obbiettivi più importanti dell’Unione Versiliese, movimento apartitico da lui fondato, che fu propugnato anche da Pietro Marchi nel secondo decennio del 1900 (cento anni fa) quando, per la prima volta, fu sindaco di Seravezza dal 1911 al 1919. La seconda volta fu sindaco di Seravezza dal 1944 al 1946.
martedì 20 novembre 2012
Mario Draghi deve essere ascoltato
Ho rilevato con piacere che quanto ho scritto di recente come semplice uomo della strada sulla Cronaca libera della Versilia, in merito alle misure da adottare per risolvere la grave crisi che continua a farci soffrire, collimi, in toto, con quanto ha detto Mario Draghi, presidente della Bce.
In sostanza per rilanciare l’attività produttiva bisogna favorire i consumi e questo si ottiene riducendo il prelievo fiscale a carico delle imprese che producono beni e servizi, badando, al contempo, anche a ridurre gli oneri a carico dei datori di lavoro per ogni singolo operaio alle dipendenze. Anche i contributi a carico dei dipendenti dovrebbero essere, a mio parere, ridotti.
Abbassando le imposte e le tasse si allargherebbe la massa dei contribuenti e - potenzialmente - diminuirebbe l'evasione fiscale; di conseguenza si avrebbero maggiori entrate per fare fronte ai bisogni dello Stato.
Ovviamente debbono essere anche ridotte le spese generali, partendo dall'eliminazione di tanti inutili carrozzoni. Io starei molto attento a toccare le spese sanitarie, che con una popolazione che invecchia saranno sempre più importanti se vogliamo continuare a curare i cittadini, anche quelli che non possono permettersi di pagarsi le spese autonomamente.
Non ripeto le altre misure necessarie per diminuire i costi che ho illustrato nell’articolo che ho citato.
Mi limito a una considerazione a mio modo di vedere molto importante: se riuscissimo a far salire i consumi le aziende avrebbero bisogno di più dipendenti per fare fronte alla crescita della domanda. E se crescono i consumi tendenzialmente diminuiscono i disoccupati. Non basta solo questo per superare la crisi (vedi debito pubblico che ci assilla). Ma è certamente un buon inizio.
Difficile superare questa crisi
Rilevo, con dispiacere, che il professor Mario Monti incontra grosse difficoltà a governare il nostro Paese. Ad un anno di distanza da quando è capo del governo il debito pubblico è arrivato a 1.995 miliardi di euro, nonostante l’aumento delle entrate per complessivi 280 miliardi di euro, pari al 2,6% in più rispetto al 2011.
Tanti i problemi da risolvere: in primis occorre ridurre la spesa pubblica, salvaguardando i servizi primari per permettere ai cittadini di vivere con dignità, senza troppe lacrime. Ovviamente bisognerebbe ridurre gli eccessivi emolumenti che percepiscono gli alti burocrati e chi ricopre importanti cariche pubbliche. Chi lavora per il raggiungimento del bene comune deve sentirsi gratificato già solo per l'incarico che riveste nell’interesse di tutta la collettività.
E' necessario riscoprire i valori della fratellanza. E c’è bisogno soprattutto di dare lavoro ai giovani, perché è il lavoro che produce ricchezza e benessere. Il governo deve agevolare fiscalmente chi intende operare per incrementare la produzione di beni e servizi. E’ doloroso vedere come la disoccupazione giovanile non accenni a diminuire.
Personalmente ritengo che basterebbero i Comuni, ovviamente potenziati, a fare fronte alle problematiche ora demandate alle Provincie e addirittura alle Regioni.
E’ chiaro che chi svolge funzioni pubbliche deve essere ben pagato, ma senza arrivare alle attuali esagerazioni.
Desidererei, inoltre, che chi ha in mano le leve del potere agisse sempre agire nell’interesse del popolo italiano. Le proteste violente che si sono verificate anche in data odierna contro le Forze dell’Ordine - che hanno dimostrato, ancora una volta, come siano un baluardo a difesa della nostra democrazia - mi inducono a spronare il Governo a non imporre nuove tassazioni che, a mio parere, aggraverebbero ancora di più le condizioni di vita di chi stenta ad arrivare a fine del mese.
domenica 21 ottobre 2012
La Versilia onora il suo eroe finanziere scelto Claudio Sacchelli, medaglia d’Oro al merito civile alla memoria
Il 23 settembre 2012 i quattro comuni storici della Versilia, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema coi loro sindaci, hanno festeggiato insieme la ricorrenza del sessantottesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo di Pietrasanta che avvenne il 19 settembre 1944 con l’arrivo in città delle truppe alleate e la figura dell’eroico Finanziere Scelto Claudio Sacchelli morto nel campo di sterminio nazista di Mauthausen nel 1945 e decorato di medaglia d’oro al M.C. alla memoria, dal signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 24 aprile 2012, per aver fatto espatriare in Svizzera circa 300 cittadini italiani di origine ebraica, ristretti nel campo di concentramento dell’Aprica (SO) e per aver collaborato coi partigiani della formazione Fiamme Verdi operanti nella zona di Villa di Tirano sede della brigata di frontiera delle Fiamme Gialle che aveva alla dipendenza il proprio distaccamento di Lughina, proprio sul confine italo svizzero, dove Claudio (che vi prestava servizio) fece espatriare i perseguitati italiani di origine ebraica
A queste due cerimonie hanno partecipato: il Presidente Nazionale dell’ANFI Gen. C. A. Giovanni Verdicchio, il Consigliere Nazionale per la Toscana Finanziere Marco Mugnaini, nonché il Ten.Col. Nicola Pianese, nella veste di rappresentante del Gruppo Provinciale di Lucca, del quale è capo ufficio operazioni, i sindaci di Camaiore e Massarosa e l’assessore alla cultura del comune seravezzino Riccardo Biagi.
Claudio Sacchelli nacque a Querceta di Seravezza, presso i nonni materni, il 31 dicembre 1913. Trascorse la sua giovinezza a Cerro Grosso (Strettoia), enclave del Comune di Pietrasanta: ecco perché questo comune lo considera ancora oggi come un proprio figlio.
La cerimonia è iniziata con la collocazione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti di Pietrasanta, dopodichè il corteo ha sfilato nella centrale via di mezzo dalle cui finestre sventolavamo tante bandiere tricolori. Suggestivo questo corteo dove garrivano al vento le tante bandiere delle sezioni ANFI di Seravezza e di altre località della Toscana e quelle delle locali Associazioni Combattentistiche e d’Arma. E’ stato emozionante vedere il gonfalone di Stazzema, decorato di medaglia d’oro al valor militare e quello di Seravezza decorato di medaglia d’argento al merito civile.
Raggiunto lo storico salone dell’Annunziata, il sindaco di Pietrasanta dr. Domenico Lombardi ha pronunciato un vibrante discorso ricordando la ricorrenza della festa della liberazione della sua città, accennando anche alla vita piena di problemi dei nostri giorni, con l’augurio che presto tutti i nostri ragazzi possano vivere giorni più felici e ricchi lavoro.
In seguito ha preso la parola il professore Giovanni Cipollini, Presidente dell’ANPI Sezione Gino Lombardi, il primo in Versilia a formare, dopo l’armistizio del 1944, la prima banda di partigiani . Ex ufficiale di aviazione Gino Lombardi chiamò la sua formazione partigiana “ I cacciatori delle Apuane”. Profuse tutto il suo impegno nella lotta di liberazione contro i tedeschi e i fascisti. Fu ucciso a Sarzana dalle brigate nere di Mussolini. Per il suo eroico comportamento fu insignito della medaglia d’oro al valore militare. Il professor Cipollini ha elencato con dovizia di particolari i giorni tragici che portarono alla liberazione di Pietrasanta.
La professoressa e scrittrice Paola Lemmi, profonda conoscitrice della storia del nostro Corpo, con il cuore ha parlato della vita di Claudio Sacchelli e del suo eroico comportamento ispirato ai valori fondanti della Guardia di finanza.
Brillante e commovente il discorso del nostro Presidente Nazionale dell’ANFI, che ha sottolineato il valore del finanziere e in particolare la sua tragica fine. Mentre parlava dal suo volto traspariva chiaramente il sentimento di amore che lo lega a tutti i finanzieri in congedo. Vederlo in quel giorno importante, insieme al Consigliere Nazionale per la Toscana ha trasmesso una grande gioia a tutti i finanzieri in congedo della Versilia. Il 23 settembre 2012 è una data storica da non dimenticare.
Al capitano Gerardo Severino, direttore del Museo Storico della Guardia di finanza si deve il merito, di avere scoperto i fatti che condussero alla morte il nostro valoroso militare, incarcerato nel campo di sterminio nazista di Mauthausen dove fu impiegato in duri lavori nelle cave di pietra e nelle officine per la produzione di armi, subendo sevizie e patimenti di ogni genere che spensero la sua giovane vita il 1° maggio 1945. Il suo corpo fu bruciato in un forno crematorio. Il capitano Severino nel suo intervento ha ricordato altri episodi che sottolineano ancor di più la generosità di Claudio Sacchelli nei confronti dei perseguitati di origine ebraica da parte dei nazifascisti. Significativo il fatto che anziché darsi alla fuga o espatriare in Svizzera l’indomani dell’8 settembre 1944, a distanza di appena tre giorni dal suo matrimonio celebrato a Fiorenzuola d’Arda che lo unì a Mafalda Testa, fece ritorno al suo reparto di Villa di Tirano. Sacchelli Claudio ne ha salvati molti altri di ebrei e perseguitati politici , oltre ai 300 dell’Aprica il cui fatto avvenne nel settembre del 1943, mentre Claudio fece fuggire gli ebrei sino all’aprile del 1944, come accertato dal capitano Gerardo Severino.
Finita la cerimonia a Pietrasanta, con la consegna dei Crest alle personalità e ai sindaci dei quattro comuni storici della Versilia ( alla professoressa Lemmi è stato donato anche un foulard della nostra Associazione) le Autorità civili e tutti finanzieri in congedo e i loro familiari si sono trasferiti a Querceta, dove è stata intitolata la Sezione ANFI – Versilia Storica di Seravezza al nome del finanziere Scelto Claudio Sacchelli.
A Querceta ho avuto modo di parlare con Oradino Costa, grande ufficiale al merito della nostra Repubblica. Figlio di una cugina di mio padre, mi ha raccontato che i nonni di Claudio erano cugini dei nonni di sua madre e quindi anche del mio babbo. Non conoscevo questo grado di parentela fino a quando me ne ha parlato, non molto tempo fa , anche mio fratello Sergio, che ha prestato tanti anni di servizio nel nostro Corpo fino al collocamento in congedo per raggiunti limiti di età. Fu lui che apprese questa notizia da una cugina del nostro eroe. Dopo il taglio del nastro. eseguito dal nipote di Claudio Sacchelli che porta lo stesso nome e cognome dello zio, ha preso la parola il Presidente della Sezione Renzo Maggi che ha ringraziato i presenti a questa cerimonia. Poi ha pronunciato un breve discorso il sindaco di Seravezza Ettore Neri, il quale ha sottolineato i meriti acquisiti dal Corpo della Guardia di finanza nel corso dei suoi oltre due secoli di storia, soffermandosi sull’eroico comportamento del Finanziere Scelto Claudio Sacchelli che ha sacrificato la sua vita per salvare quella di tanti perseguitati di origine ebraica. La cerimonia è terminata in un clima di festa. Molti dei presenti si sono ritrovati al ristorante il Grappolo d’oro, vicino a Strettoia.
E’ stato bello e commovente vedere un intero tavolo occupato dai tre nipoti di Claudio Sacchelli e da tutta la loro parentela, compresi bambini e bambine- E quanta gioia ci è stata data dal notare che erano rimasti ancora con noi il Presidente Nazionale, con accanto Il Consigliere nazionale Marco Mugnaini, il Ten.Col. Pianese e il Capitano Gerardo Severino, i sindaci della Versilia Storica e l’ assessore Riccardo Biagi.
Doveroso un accenno al complesso bandistico di Capezzano Monte. Se è vero com’ è vero che la musica suscita qualunque sentimento mediante il suono, devo dire che udire l’inno del Piave e quello dei fratelli d’Italia e altre note di famose canzoni e marcette, mi hanno fatto sentire sempre più vivo nel cuore l’amore nutrito per la Patria e per la Guardia di finanza.
Sento il dovere di ringraziare il Presidente della Sezione ANFI di Seravezza,- Versilia Storica, Cavaliere Ufficiale Renzo Maggi, per aver organizzato ottimamente questa solenne cerimonia che ha onorato la memoria del finanziere scelto Claudio Sacchelli. Un vero eroe.
Iscriviti a:
Post (Atom)